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cani sciolti 41

 

04

Le RSA (residenza sanitaria assistita).  Un posto che difficilmente posso descrivere nelle sue tante sfumature, un luogo che si trova poco distante dalla realtà ma che, nascosto ai più, racchiude un piccolo villaggio di persone: molti a lavorare o comunque a fare volontariato, altri solo di passaggio in visita e tutto il resto a vivere ogni giorno che resta della loro vita. La premessa è che in posti del genere cosa non manca è la dignità. Ultimamente mi sta capitando di girarne un po' di queste strutture, alcune con pazienti più gravi mentre altre con persone ancora capaci di intendere e volere, ma difficilmente ho visto situazioni in cui la condizione umana del paziente fosse messa in discussione...al contrario, umiltà e dedizione sono tra le qualità che ho avuto modo di apprezzare tra chi ho visto lavorare a contatto di queste persone. Condizioni patologiche davvero al limite della comprensione logica e sfuggenti a qualsiasi credo mistico che trovano comunque il modo di comunicare e di esprimere un soffio di vita. 

Ad ogni modo, la mia esperienza continuerà anche per il mese di maggio, nel mentre ho cambiato struttura, ancora una RSA, più piccola rispetto alla precedente quindi un po' più tranquilla ma non per questo meno interessante!

Conto di scrivere qualcosa di sensato a breve..

 

cani sciolti 40

 Da una decina di giorni mi trovo a lavorare in qualità di animatore presso una RSA dalle parti di Peretola e a breve scriverò qualche impressione riguardo i metodi utilizzati, l'unico ostacolo è trovare il tempo..

Ad ogni modo, penso che a breve il tempo me lo prenderò perchè ormai è diventata una piacevole esigenza: fermare un pensiero aiuta semplicemente ad andare avanti nel percorso!

Il ruolo dell'animatore/educatore, il personale della struttura, i parenti coinvolti nelle attività, i volontari che offrono la loro disponibilità, le sensazioni e i profili di alcuni utenti che risiedono lì..tutti argomenti di cui mi piacerebbe parlare, manca solo il quando.

Questa comunque è la premessa: accontentare tutti non è possile, semplice.

 

cani sciolti 38

Nevrosi.

Succede anche questo a lavorare, mentre diluvia e me ne sto con l'ombrello mezzo scassato a ripararmi arriva uno che mi abbaia contro parole, mi urla a pochi centimentri di distanza che il mio comportamento non va bene e che devo portare rispetto..

Ascolto ma mi distraggo subito e penso: che palle...non bastava accompagnare una trentina di persone affette dal morbo di Alzheimer in 6 mezzi differenti mentre fuori diluvia? non bastava il pomeriggio che ancora non ho finito di passarci insieme con l'eventualità che qualcuno possa sempre farsi male? evidentemente no. Ma te chi sei ?! e sopratutto, perchè ti devo portare rispetto se dopo l'abbaiata che mi hai fatto qualche mese fa avevamo deciso di non considerarsi più e pensare solo ad essere professionali a lavoro ?

Nel mentre mi accorgo che il tempo passa e altri colleghi accorrono chiedendo di smetterla e fare veloce..niente da fare, il tipo non molla. Inizio a chiedermi allora dove sta il problema, intendo oltre la facciata di urla e gesti che sto osservando, cos'è che rode davvero a questo tizio visto che in pratica lo vedo forse 8/10 minuti ogni 15 giorni ?? Mi viene un dubbio.. boia! son proprio tremendo allora..dopo qualche secondo il dubbio scompare e torno a concentrarmi sugli strilli ma è più forte di me perchè in quel momento noto che tiene il cellulare in mano con una connessione attiva: è la sua responsabile che ascolta in diretta. Mi passano diversi pensieri in testa ma la prima cosa che mi viene da dire è salutarla, niente di più (oltre a chiedermi chi avesse chiamato chi e sopratutto perchè ma in quel momento inizio ad essere stanco e ancora ci sono diverse persone da accompagnare tra dentro e fuori il Centro). Allora ripenso: che palle davvero.

Gli aspetti che non quadrano al volo:

- questo tipo è superficiale, sicuramente poco intelligente perchè sa benissimo che è il momento sbagliato per questa discussione, le persone affette da questa malattia sono soggette a frequenti sbalzi di umore, in quell'orario poi sono particolarmente stanche dopo una giornata passata in movimento e creare una scintilla favorevole ad alimentare il nervosismo o la tensione presente è sempre un attimo. Innanzitutto la loro salvaguardia.

- proprio mentre piove ti metti a leticare ????

- il rispetto è un valore che va guadagnato.

- mentre scrivo trovo una risposta, e il titolo, alle domande che mi sono fatto oggi pomeriggio durante questa scenata. E' tratta da Wikipedia: con il termine nevrosi si indica un insieme di disturbi psico-patologici, in genere scaturiti da un conflitto inconscio ansiogeno.Fu solo con Sigmund Freud e con le scuole psicoanalitiche del Novecento che il termine nevrosi venne a indicare una patogenesi di tipo psicologico, derivante da una rimozione di istinti e desideri il cui contenuto non si manifesta a livello cosciente, ma la cui soddisfazione è necessaria, pena il manifestarsi di disturbi del comportamento più o meno gravi.Ogni nevrosi, secondo la teoria freudiana, ha alla base un conflitto irrisolto riguardante la sfera sessuale. Secondo Freud, l'esperienza della sofferenza psicologica non è di per sé un problema; lo diventa solo quando questa sofferenza:

  • Dura nel tempo
  • Si origina precocemente
  • Incide profondamente sul comportamento della persona
  • Compromette le sue capacità di lavoro
  • Rende molto difficoltose le relazioni affettive-sessuali
  • Compromette alcune importanti funzioni fisiologiche e psicologiche

  Quando assume queste caratteristiche, la sofferenza diventa un problema psicologico, ossia segnala la presenza di una nevrosi.Pur riconoscendo il peso del momento erotico quale impulso generatore, per Carl Gustav Jung la nevrosi non è nient'altro che un tentativo di soluzione individuale (non riuscito) d'un problema generale,[1] identificandola come il risultato finale di un confronto conflittuale tra le pulsioni intrinseche dell'individuo e l'ambiente e il tempo in cui vive.Le nevrosi possono portare, a seconda delle differenze strutturali e funzionali di ogni singolo paziente (a causa del vissuto personale), a diverse manifestazioni psicopatologiche, quali fobie, ossessioni, isteria d'angoscia ed altre.

 

 

mhmhmhmh..oggi è stata giornatuccia.

 

cani sciolti 37

Era un po' che stavo pensando ai vecchi brani, giusto in queste settimane ho ricevuto un mitico doppio dvd con tutti i miei deliri registrati finora quindi "sintonizzato" sul giusto mood, e mi sono ritrovato a sentire "don't", nella versione del 2003 con gli Woobindaplus. Niente male..

La ripropongo pari pari:

 

storia n 10

L'importanza del silenzio.

Sopratutto durante le sedute di gruppo è importante riuscire ad attirare l'attenzione del maggior numeri di presenti sul'azione che sto conducendo; l'ambivalenza di questo passaggio sta nel fatto che da una parte più persone sono coinvolte meno possono "disturbare"  e dall'altra la conseguente terapia attuata che risulta maggiormente efficace. Generalmente, si tratta di una partecipazione attiva alla sessione musicale dove ognuno può liberamente contribuire attraverso la voce, con altri strumenti o semplicemente lasciandosi coinvolgere dalla musica ma con molta facilità, trattandosi di malati affetti dal morbo di Alzheimer, succede che l'agitazione di uno riesca a contaminare l'atmosfera fino, nei casi più gravi, ad interrompere la seduta.

Compreso questo concetto allora risulta abbastanza facile capire quanto siano preziosi i momenti in cui nella stanza, per pochi secondi, domina il silenzio: è la magia della potenza del suono che, come la calamita con il ferro, riesce a richiamare ed entusiasmare anche  i partecipanti più distratti e in pochi attimi concentra una moltitudine di sguardi prima assenti e poi gratificati da ciò che il proprio cervello è riuscito a trasmettere.

Dalla mia esperienza in questo campo posso definire la seduta perfetta quella in cui risulta ottimo l'equilibrio tra musica e silenzio, quando la distanza tra me e i partecipanti diventa minima senza che sia proferita parola e il tempo si chiude con un bell'applauso finale.

 
morbo di Alzheimer
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